Il percorso
Del famoso percorso, quello della SS 45 per arrivare da Genova a Piacenza lungo il corso del fiume Trebbia, ne avevo sempre sentito parlare, mi aveva incuriosito per il suo fascino che riecheggia nei discorsi tra chi quell’itinerario l’ha fatto magari anche più volte.
Curve, molte curve da assaporare con la giusta misura, sì avete capito bene, piano!
È una domenica mattina, l’estate è entrata nel vivo, il caldo morde l’asfalto, la Genova- Piacenza, chiama.
So di non riuscire per questione di tempo a percorrerla tutta e Bobbio diventa la mia meta.
Mi ero già spinto oltre la famosa Torriglia ma non di molto, ed è giunta l’ora!
Non è mistero per nessuno che alcune delle province in Italia sembrano spesso diamanti della natura incastonati in luoghi preziosi, borghi dal fascino antico, castelli, chiese dal passato misterioso e magico.
Bobbio, sto arrivando.
Valle e fiume la strada come un serpente
La valle che vado ad attraversare, a cavallo tra Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia dominata dal fiume Trebbia apre a scorci degni delle migliori combinazioni luce-natura.
Un fiume che si articola come un serpente, quando lo vedi da così alto che quasi non ci credi a poco dopo vicino, costeggiando il suo ramo dal basso, verde come lo smeraldo e azzurro poco dopo.
Sono circa 90 i Km che separano Genova da Bobbio per un tempo di percorrenza di quasi 2 ore.
Tante? Se potete mettetecene ancora di più.
Fermatevi ogni volta che ne sentite il desiderio, guardate dietro ogni angolo che vi si dipana, assaporate della tranquillità che vi circonda, insomma, prendetevi il vostro tempo.
Ho da poco oltrepassato Torriglia e prima di giungere alla meta, una sosta pranzo a Marsaglia.
Motociclisti? Tanti!
Il Ponte
Riparto, Bobbio dista ancora pochi Km e dopo aver attraversato la piazza, cerco un parcheggio vicino al Ponte del Diavolo, si proprio lui.
Lo avevo visto in foto, mi aveva affascinato, antico, strano, in un paesino di circa 3500 abitanti situato ai piedi del monte Penice, inquietante non solo per il nome ma anche per il suo aspetto.
Percorretelo, è bellissimo, e attorno a voi, anzi proprio sotto di voi, vedrete molte persone immerse nelle sue acque intente a giocare con i suoi dislivelli.
Parcheggiate poi nella piazza centrale e da lì addentratevi tra i suoi vicoli, l’architettura saprà conquistarvi.
Conclusioni
È giunto il tempo di ripartire, affascinato dal percorso, il rientro è rimarcare una traccia già percorsa ma questa volta con ancor più consapevolezza, dove prima mi era sfuggita la sosta, ora trovo il momento giusto per soffermarmi.
Il percorso della SS45 non solo ha mantenuto le promesse, ha saputo stupirmi dall’inizio fino alla fine, mi arricchito, mi ha confermato WOW, che posti belli che abbiamo!






