Se avete letto del Monastero di Santa Maria in Valle Christi, a pochi chilometri, potete fare visita al Lazzaretto di Bana.
Nessuna costruzione imponente, nessuna strada accidentata da percorrere a piedi, se arriverete in moto o macchina vi fermerete a pochi metri dalla costruzione, ma con occhi increduli guarderete quel dipinto per diverso tempo!
Lazzaretto di Bana a Rapallo
Tra le colline che circondano Rapallo, immerso in un paesaggio silenzioso e lontano dai percorsi più battuti, si trova un luogo poco conosciuto ma ricco di significato: il Lazzaretto di Bana.
A differenza di altri siti storici legati alla religione o alla vita nobiliare, questo edificio racconta una storia diversa, fatta di emergenze sanitarie, isolamento e tentativi di proteggere la comunità in tempi difficili.
Un presidio contro le epidemie
È nel 1450, in seguito a una epidemia di lebbra manifestatasi nelle zone di Rapallo e Recco che un cittadino, Giacomo d’Aste donò alla comunità un appezzamento di terreno proprio dove venne edificato poi l’edificio con la funzione di ricevere e accogliere i malati delle zone locali ed in assenza di cure efficaci, l’isolamento era l’unico strumento realmente utile per contenere la diffusione dei contagi.
La sua posizione non è casuale: costruito in una zona isolata ma raggiungibile, permetteva di tenere lontani dal centro abitato coloro che potevano essere portatori di malattie contagiose.
La struttura è costruita a lato di un tratto di basolato stradale, costituito da ciottoli di dimensioni medio -piccole, disposti in maniera ordinata.
Con funzione di accoglienza anche nell’epidemia che flagellò Genova nel 1475, nel 1505 versava già in precarie condizioni.
Il dipinto quattrocentesco che appare sulla parete esterna dell’edificio raffigura oltre la Madonna con Bambino, i Santi taumaturgi Lazzaro, Giacomo e Biagio.
I lazzaretti
Queste strutture erano diffuse soprattutto nelle zone costiere e nei territori attraversati da intensi scambi commerciali, come anche la Liguria.
Aiutavano nel controllare l’ingresso e transito delle persone, riducendo il rischio che malattie si diffondessero rapidamente all’interno delle città.
Il Lazzaretto di Bana rappresenta quindi una testimonianza concreta di come, già secoli fa, esistessero forme organizzate di gestione delle emergenze sanitarie.
Lo Sguardo
Con occhi increduli guarderete quel dipinto per diverso tempo!
È quanto ho detto nelle prime righe, perché è vero.
Appena sceso dalla moto, quel dipinto mi ha colpito, così storico, così bello, a pochi passi dal centro e sulla parete di una costruzione che se non cercata difficilmente ti catturerebbe.
Ti soffermi a cercare viandanti, a immaginare il tempo passato, a come poteva essere, l’isolamento, quanto potessero farsi sentire le urla di chi aveva paura, di chi non sapeva, di chi aspettasse di capire – fuori, dove la libertà scorreva.





