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Auto e Moto, volevo guidare…ho incominciato a scrivere.

Sua Maestà il Passo del Bracco

Voglio dirlo subito, da quando sono tornato a percorrere strade con la moto, passione lasciata per molti anni, la voglia non solo di scoprire nuovi luoghi ma anche quella di tornare laddove guidavo da ragazzo, da giovane e la passione per i motori mi conduceva, è via via diventata sempre più forte.

È così, che complice una bella giornata di fine estate, con mia moglie, decido finalmente di tornare a percorrere il Passo del Bracco.

Più volte ho rimandato, ma questa volta no, ci vado!

Il ritorno su una strada piena di ricordi

Partenza da Genova, prendiamo l’autostrada, ed eccoci in circa trenta minuti, all’uscita del casello autostradale di Sestri Levante.

Passiamo la rotonda, andiamo dritti in direzione “centro”, alla seconda rotonda che incontriamo, giriamo a sinistra per un lungo rettilineo che giù in fondo mi fa intravedere l’inizio di un salitone.

Una prima curva a sinistra dove per un attimo mi fermavo prima di dare inizio alle “danze” e oggi mi rifermo.

Sulla sinistra, ricordo gruppi di ragazzi del Paese che si ritrovavano in esercizi commerciali.

Abbasso la piccola visiera, che non è più quella di un casco da corse, ma di un casco aperto, estivo, per itinerari in tranquillità.

In un attimo mi trovo immerso in ricordi che udite udite, mi portano indietro di 30 anni.

Gli anni delle “zanzare” e la passione per le due ruote

Ebbene sì, erano gli anni delle “zanzare”, dei due tempi contro i quattro, che con motori molto più grandi, faticavano a percorrere strade tortuose come Sua Maestà, con i loro telai ancora tutti da sviluppare, seppur già in era moderna.

Io con la mia RGV Gamma 250, prendevo il caffè quando ancora loro (i miei amici), dovevano arrivare!

Sto percorrendo la strada passeggiando, i ricordi uno dietro all’altro mi si dipanano.

Mentre affronto una curva, so già la successiva come sarà, e se anche con la mia moto, i giri motori sono bassi e sornioni, con l’immaginazione raggiungo il limitatore per staccare un metro sempre più in là.

Moneglia e le curve del Bracco

Ecco, dopo un lungo tratto in salita, il panorama ci sorprende.

Quanto sei bella Moneglia!

Proseguo con un obiettivo, raggiungere quei luoghi dove fermarsi era la meta, lì lasciavi sul cavalletto la tua moto, ammiravi le altre, stringevi amicizie, ti soffermavi insieme al tempo a vedere passare chi come te, condivideva la stessa passione.

Si riparte, il tratto ora da affrontare è più pianeggiante.

Che bello! Le curve, una dopo l’altra ci coccolano, incrociamo diversi motociclisti, ci spostiamo!

I luoghi simbolo di un’epoca che non c’è più

Eccoci ma ora non mi fermo, al primo posto/ricordo, un famoso ristorante, dove appena la strada te lo faceva intravedere, scorgevi schiere di moto una accanto all’altra, ora il nulla.

È sempre lui, là dove puoi prendere altre direzioni, ma oggi senza più nessuno.

Continuo lungo il percorso, mi ricordo bene il prossimo Bar, vado avanti, ecco il rettilineo dopo una curva a sinistra, lo vedo, ma di moto neanche l’ombra.

È passato così tanto tempo che a un certo punto penso che mi sto sbagliando, mi fermo, mi guardo attorno, intravedo il prato rialzato dove mi sedevo per vedere le moto, mi sembra diverso, lo riconosco, ma del Bar, delle insegne, niente, neanche l’ombra – moto parcheggiate nessuna.

Forse trent’anni sono tanti!

Il ritorno verso il mare e la curva di Pippo Cella

La Riviera Ligure ci aspetta, così decidiamo ti tornare indietro per un aperitivo a Sestri Levante.

Quella strada che immerso nei ricordi avevo appena fatto, ora al rientro mi permetteva di soffermarmi meglio nei punti più suggestivi.

La curva di Pippo Cella, legata al famoso ristorante i cui ruderi possono scorgersi tra la vegetazione che li sovrasta, racconta di gesta e imprese domenicali tra gli occhi stupiti degli spettatori che a lato e sopra dalla torre, potevano ammirare le percorrenze veloci di questa curva perfetta, oggi con un piazzale non più accessibile.

Riva Trigoso, siamo arrivati!

Da Riva Trigoso a Santa Margherita Ligure

Una giornata stupenda, un mare tutto ancora da ammirare.

ma l’aperitivo a Sestri Levante nel suo stupendo centro vicino al mare ci sta aspettando e così, puntiamo dritti alla meta successiva costeggiando il mare.

Proseguiamo appena esserci ristorati con la voglia di rientrare su Genova dopo esserci goduti il più possibile ogni raggio di sole di questo clima da fine estate, ormai nell’autunno incalzante.

Eccoti Zoagli con la tua piazza bellissima! In questo splendido angolo di paradiso, tra le mura del castello, il pranzo del nostro matrimonio.

La Riviera continuerà a stupirti, direzione Genova per arrivare fino a Santa Margherita attraversando prima San Michele di Pagana.

La Riviera continuerà a stupirti, direzione Genova per arrivare fino a Santa Margherita attraversando prima San Michele di Pagana.

È giunto il momento di rientrare a Genova, decidiamo per il rientro, prendendo l’autostrada a Rapallo complice una manifestazione sportiva.

Il Passo del Bracco oggi: tra ricordi e nuove consapevolezze

Giunto a casa, ancora incredulo di un posto, il Passo del Bracco, così modificato nella sua affluenza, mi documento in rete sui suoi possibili cambiamenti trovando numerosi articoli ormai di qualche anno, riportante le attività che mi ricordavo, ormai chiuse.

Sì, è vero, il Passo del Bracco è sempre stato un luogo magico per chi voleva condividere la sua passione ma anche triste, per i numerosi, troppi incidenti stradali.

Quei tempi, la cultura della pista, e la sua accessibilità era ridotta rispetto ad oggi, e le strade di montagna colmavano i bisogni dei tanti appassionati.

Allora che dire, Sua Maestà il Bracco rimarrà sempre nei ricordi dei tanti motociclisti che lo hanno vissuto, avrà sempre la corona, ma nei tempi moderni dovrà accontentarsi di meno rumore, di meno moto, di meno persone, di meno o per niente velocità.

Sua Maestà il Bracco non ha perso la corona

Cara sua Maestà si riposi, saranno i suoi ricordi a continuare e colmare il tempo che verrà, vuoto delle emozioni passate che giuste o sbagliate, ci hanno cresciuto e così come allora mai più torneranno.